La scuola dopo il Coronavirus: l’occasione per cambiare è ORA!

 

La frase che sempre più ci sentiamo dire in queste settimane è che “Niente sarà come prima”. Non può di conseguenza essere escluso il mondo della Scuola, per il quale ci troviamo di fronte a un bivio: rimanere ancorati a statici archetipi del ‘900 oppure guardare avanti e delineare un sistema scolastico nuovo con la figura dello studente come fulcro “del tutto”.

EDILIZIA SCOLASTICA

Innanzitutto, la quarantena ci ha ricordato l’importanza essenziale degli spazi: ad oggi, in ogni ordine e grado scolastico, ci sono ​classi che raggiungono frequenze di 25/30 alunni, in aule del tutto esigue che non raggiungono neanche i 50mq di capienza.
Purtroppo, però, siamo di fronte non soltanto ad un problema di ambienti che, oltre ad essere incapienti, in molti casi sono anche totalmente fatiscenti (strutture vecchie, pericolanti, con impianti di riscaldamento non funzionanti che mettono a rischio l’incolumità di bambini e ragazzi), ma anche ad una responsabilità troppo elevata per gli insegnanti, sia da un punto di vista educativo che di sicurezza.

E’ opportuno lanciare un grande piano di edilizia scolastica per convertire i plessi scolastici in baluardi della sostenibilità. Per questo proponiamo “​obiettivo 2030​”, un grande piano di investimenti sulle scuole per imporre agli edifici scolastici un salto di qualità nella scala di certificazione energetica di almeno due gradini, lasciando alle scuole la libertà di individuare quali investimenti fare a seconda delle esigenze di ogni fabbricato.

AMBIENTE

Inoltre, proponiamo una competizione tra scuole per accreditarsi la certificazione ecologica “​Bandiera ​Verde​”, come per le spiagge italiane: il ministero proporrà alle scuole agli istituti un decalogo di iniziative mettendo in palio risorse economiche per incentivare comportamenti e iniziative di educazione ambientale come la raccolta differenziata, giornate ecologiche, uso di carta riciclata, erogatori di acqua nelle scuole ecc…

METODO DI INSEGNAMENTO

Riteniamo che gli alunni debbano avere il diritto di assolvere ai propri studi pomeridiani all’interno degli spazi scolastici, esaurendo dunque le consegne assegnate prima di rientrare a casa. A questo proposito, proponiamo di valutare il sistema scolastico francese come punto di partenza: gli studenti hanno a disposizione ​ampi spazi ​scolastici per lo studio individuale e collettivo, dando agli stessi la possibilità di vivere la scuola non come luogo restrittivo e d’obbligo, ma come luogo di condivisione e piacere.

Per un ​insegnante avere la possibilità di formare un numero limitato di ragazzi, significherebbe creare un rapporto più solido con ognuno loro, giovando così alla qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento.
Una riflessione doverosa, inoltre, va fatta per tutti quei bambini/ragazzi che soffrono di deficit cognitivi, di apprendimento, di calcolo, di lettura e di scrittura.

Negli ultimi anni, non sempre si è stati in grado di garantire loro un dignitoso diritto allo studio, ma soprattutto di assicurare loro quella naturale socialità con i propri compagni di classe che integra un aspetto psicologico necessario ed importantissimo per lo sviluppo della persona. Gli insegnanti di ​sostegno​, in questo, svolgono un ruolo essenziale: per loro è necessario garantire innanzitutto continuità didattica.

Infatti, grazie ad essa vi è la possibilità di creare un rapporto di conoscenza e fiducia con i soggetti più fragili e che hanno bisogno di maggiore assistenza, rendendo gli ostacoli meno difficili da superare. Stesso approccio poi dovrà essere esteso ai docenti di ogni materia per stabilizzare i precari.

È opportuno ​diversificare ​gli interventi a seconda dello studente, cercando il più possibile di coinvolgerlo nella vita di classe: deve essere un percorso di integrazione, non di isolamento!

È infine necessario che vi sia uno ​scambio di informazioni nei passaggi di grado (es. da scuole elementari a scuole medie) al fine agevolare l’ingresso dello studente nella nuova realtà scolastica, non vanificando il lavoro svolto nel grado precedente.

Nel caso in cui lo studente in entrata evidenzi lacune pregresse e un livello di preparazione non al pari rispetto ai compagni, suggeriamo corsi pomeridiani di riallineamento affinché non si verifichino rallentamenti nell’ordinario svolgimento della didattica.

VALUTAZIONE INSEGNANTI

Sulla base di questo ragionamento, è fondamentale pensare all’introduzione di ​questionari di valutazione degli insegnanti, compilati dagli studenti e dai genitori (in caso di scuole elementari) in anonimato.
Questa metodologia, applicata già in ambito universitario, permette di evidenziare eventuali problematiche e di intervenire al più presto nella risoluzione. In caso contrario si continuerebbero a trascinare nel tempo problemi e lacune del sistema, che si ripercuoterebbero direttamente sul percorso scolastico dello studente.

A nostro parere, per incentivare i professori al continuo miglioramento della didattica sarebbe opportuno premiare economicamente coloro i quali ottengono un buon risultato nei questionari valutativi.

Per difendere i ​diritti ​e promuovere i ​doveri sanciti nella Carta dei Diritti degli studenti e delle studentesse, si propone di istituire provincialmente un garante a capo di una commissione nella quale prendono parte anche dei rappresentanti degli studenti e dei genitori.

CURRICULUM DELLO STUDENTE

Gli studenti devono essere valorizzati per le loro attitudini personali e non uniformati a indirizzi, più o meno professionalizzanti. Per questo, riteniamo opportuno valorizzare davvero il “​curriculum dello studente” attraverso l’istituzione in tutti i consigli di classe di un ​“referente per il potenziamento​” che supporti gli studenti nell’acquisizione di competenze e conoscenze extracurriculari così da creare profili professionali utili e certificati a cui le aziende possano proporre contratti di lavoro o esperienze di stages.

PIANO DI STUDIO

Se da un lato intendiamo valorizzare le competenze degli studenti, dall’altro proponiamo delle linee guida che diano la giusta importanza anche alla ​disciplina scolastica​. La riflessione appena esplicitata è nata dalla consapevolezza che, ad oggi, molti studenti debbano riscoprire il senso dell’educazione, questa sconosciuta. Pertanto, proponiamo percorsi obbligatori educativi, anche estivi, per coloro i quali venissero sospesi più di 7 giorni, bocciati per condotta o a discrezione del regolamento di disciplina dell’istituto scolastico.

Proponiamo la sperimentazione nel triennio finale delle Scuole secondarie di secondo grado di attività curriculari parzialmente scelte a discrezione dello studente, prevedendo per le classi sperimentali un adeguamento delle commissioni d’esame della Maturità. Liberalizzare i piani di studi dà allo studente responsabilità e consapevolezza del suo percorso scolastico, sviluppando al meglio le proprie attitudini e i suoi risultati.

Rinnovare i piani di studio del D.P.R. del 15 marzo 2010​, urge più che mai. Ad esempio, lo studio della ​storia ​e della ​geografia ​andrebbero ricalibrate in linea temporale e culturale, avvicinandole ai giorni nostri e ai territori di appartenenza; inoltre, le materie d’indirizzo richiedono un avvicinamento alla pratica senza ignorare, dove presente, ​l’aspetto economico ​delle materie che attualmente è considerato di secondaria importanza.

In quanto giovani, riteniamo necessario un cambio di rotta nel metodo di insegnamento che dovrebbe vedere la d​idattica nozionistica affiancata a una didattica sviluppante capacità di team working e di ​team building​, e di tutte quelle competenze trasversali – note come ​soft skills ​- richieste nel mondo del lavoro.

Negli ultimi anni si sono sviluppate ​modalità alternative e integrative di didattica​, che si potrebbero conciliare al meglio con la maggior parte delle discipline curriculari. Occorre perciò che il ministero incoraggi un cambio di rotta: lo studente non è solo oggetto ma anche soggetto della sua formazione.

E’ noto che gli studenti italiani abbiano una preparazione inferiore nella ​lingua inglese ​rispetto al resto dei coetanei europei, problema che inficia sul futuro lavorativo dei ragazzi. A tal proposito, riteniamo necessario un approfondimento e un rinnovamento dello studio della lingua inglese, valutando di sperimentare nelle scuole secondarie di primo grado l’abolizione con il conseguente trasferimento del monte ore della seconda lingua straniera prevista (quale spagnolo, francese o tedesco) allo studio della sola lingua inglese.

Inoltre, un approccio più pragmatico e una materia obbligatoria in ogni indirizzo con un docente madrelingua e secondo la metodologia CLIL potrebbe rivelarsi importante per il miglioramento nella performance con la lingua inglese.

Inoltre, siccome l’ambiente scolastico possiede un ampio bacino culturale, dove pertanto le esigenze e le capacità degli alunni sono diversificate, è necessario che i docenti, in quanto tali, abbiano la ​possibilità di giostrare il programma ministeriale secondo gli argomenti che ritengono maggiormente importanti per la classe in questione. Dunque, l’erogazione della didattica dovrebbe essere costruita su programmi ministeriali più flessibili​, anche in sede d’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, affinché si adattino alle necessità del gruppo classe.

L’educazione fisica e le scienze motorie devono essere perno di un’educazione al benessere dello studente, dedicando ore sia alla pratica che alla teoria. Per non limitare le ore di attività motoria, sostituendole con lezioni in aula, proponiamo la sperimentazione della ​flip classroom come approccio nuovo all’educazione motoria. Questo metodo implementerebbe le conoscenze dei ragazzi inerenti al proprio corpo, alle attività sportive e ad un corretto stile di vita, da integrare anche nell’educazione civica.

Giovenale n​ on ebbe torto quando scrisse la locuzione ​mens sana in corpore sano​: ​studi scientifici hanno dimostrato che svolgere una buona attività fisica sia estremamente positivo per la salute mentale. Molto spesso, tuttavia, gli studenti decidono di abbandonare gli sport per oggettiva mancanza di tempo poiché oberati di studio, ma per la suddetta motivazione intendiamo proporre un incentivo per coloro i quali si contraddistinguono per eccellenti capacità sportive nazionali e locali attraverso l’erogazione delle borse di studio.

Un interessante passaggio a cui il ministero potrebbe porre attenzione sarebbe l’implementazione del sistematico dialogo tra Istituzione Scolastica e associazioni sportive (tra cui il CSI – Centro Sportivo Italiano), affinché venga incentivato lo sport anche nel mondo scolastico. La potenziale collaborazione con i suddetti gruppi, potrebbe consentire alle scuole la nascita di un indotto economico grazie all’apertura a pagamento di palestre e spalti per le competizioni sportive.

Le scuole professionali ​devono aprirsi ancora di più al mondo produttivo. E’ auspicabile un grande investimento, anche ​reputazionale​, sulle scuole professionali, coinvolgendo gli ITS: non sono scuole di serie B!

Fondamentale per i ragazzi degli istituti professionali e tecnici, la cui formazione è proiettata alla pratica, è la possibilità di svolgere lezioni in ​validi laboratori ​per le materie d’indirizzo, con attrezzature e dispositivi acquistati anche attraverso convenzioni tra privati, perché gli studenti che ivi studiano diventino donne e uomini competitivi pronti ad entrare nel mondo del lavoro. Chiediamo, quindi, di rivolgere particolare attenzione ai suddetti plessi scolastici perché diventino fonte diretta da cui le aziende del territorio possano attingere personale competente e qualificato.

Le scuole ​paritarie ​potrebbero diventare, se adeguatamente sostenute, hub sperimentali di progetti pilota per l’innovazione didattica, metodologica e professionale da estendere successivamente anche alla scuola pubblica.

Nell’ottica di avvicinare tutte le scuole al mondo produttivo e lavorativo proponiamo un potenziamento ulteriore ​dell’alternanza scuola-lavoro attraverso la metodologia dell’impresa simulata, prevedendo una retribuzione per gli studenti che raggiungono degli obiettivi “produttivi” e istituendo i Centri dell’Impiego Scolastico Regionale, che lavorino per avvicinare domanda e offerta previa assegnazione della suddetta competenza alle Regioni.

PCTO

Inoltre, va ripensata nell’immediato la struttura dei PCTO in periodi di emergenza Covid-19 in modo che agli studenti possa essere permessa l’attività in azienda con tutti i dispositivi di sicurezza senza che si ricada sui bilanci familiari e su responsabilità aziendali.
Diffusione di un DVR standard per le imprese contenente i rischi e le relative misure di sicurezza da adottare per gli studenti ospitati in alternanza scuola lavoro durante l’emergenza sanitaria.

No ai PCTO durante la pausa didattica: devono essere esperienza integrativa alla didattica in aula. Maggior peso alla valutazione della struttura ospitante da parte degli studenti.
La formazione sulla sicurezza preliminare ed un minimo di competenze inerenti al percorso formativo devono essere garantite agli studenti.

Per i ​licei ​(soprattutto classico e scientifico) i ​PCTO ​devono diventare esperienza di orientamento universitario e di potenziamento delle competenze trasversali e dell’orientamento. Non devono però essere penalizzati gli studenti che preferiscono effettuare un’esperienza di lavoro, diamo loro la possibilità di accedere ai suddetti potenziamenti con lezioni online o corsi pomeridiani. Negli istituti tecnici e professionali, invece, deve tornare il monte ore minimo previsto dalla legge 107/2015 e il relativo finanziamento.

Inoltre, vanno sostenuti con una legislazione apposita gli ​studenti lavorator​i delle scuole secondarie di secondo grado affinché l’esperienza di alternanza non gravi sulle settimane di lavoro, fonte di introiti non indifferenti per le famiglie, svolte in coincidenza con la pausa didattica.

Inoltre, per ​incentivare le imprese a “prendersi carico” di studenti in alternanza andrebbe estesa la possibilità di ricevere incentivi fiscali per:

  • ●  aver ospitato studenti,
  • ●  aver assunto studenti a tempo determinato o indeterminato dopo lo ​stage,
  • ●  aver ricevuto prestazioni professionali, anche occasionali, dallo studente

     

    TECNOLOGIA

    L’emergenza ha evidenziato una forte arretratezza del nostro Paese per quanto riguarda la tecnologia ​e la digitalizzazione, sia per gli studenti che per i docenti. Un’ora a settimana di informatica nelle scuole elementari non è sufficiente. Inoltre, nella gran parte dei casi, non viene nemmeno svolta per via di classi troppo numerose rispetto ai laboratori, spesso sprovvisti di tecnologia adeguata e avanzata. Il problema emerge anche nelle scuole medie e superiori, dove la tecnologia, invece di essere potenziata, sparisce dal piano di studi. Per questo riteniamo necessario introdurre ​l’informatica obbligatoria nelle scuole medie e consentire l’utilizzo di device personali nelle scuole secondarie di secondo grado per seguire le lezioni.

    D’altro canto anche alcuni insegnanti, soprattutto coloro con alle spalle decenni di insegnamento, si sono trovati in seria difficoltà nello svolgimento delle lezioni telematiche.

    È fondamentale quindi non solo potenziare le attività didattiche tecnologiche per quanto riguarda i nostri ragazzi, ma formare e ​aggiornare costantemente i docent​i. Discorso che va applicato su tutte le materie ma soprattutto sul metodo di insegnamento, pensando ad un’evoluzione di anno in anno.

    La ​tecnologia ​deve essere implementata nelle scuole di ogni ordine grado attraverso l’acquisto delle scuole di ​software ​da mettere a disposizione degli studenti. Invertiamo così la tendenza, onerosa e improduttiva, del ministero di fornire alle scuole, e non alle famiglie i dispositivi informatici. Le scuole devono fornire inoltre wi-fi con fibra ottica e libero accesso agli studenti per i loro dispositivi.

    La ​didattica ​a ​distanza ​sperimentata in questi mesi non può essere messa da parte, riteniamo opportuno che sia uno strumento per integrare l’offerta formativa delle scuole e venire incontro alle esigenze quotidiane degli studenti. Ad esempio, con la didattica a distanza è possibile invitare nelle scuole relatori senza doverne pagare rimborsi onerosi, così come prevedere corsi pomeridiani extracurricolari oppure l’accesso alle lezioni anche in caso di assenza da scuola.

Inoltre, per tutti gli studenti, soprattutto in questo periodo di didattica online, andrebbe promosso l’uso consapevole della tecnologia, della rete e della propria ​web reputation​.

BONUS CULTURA

Ora, a seguito dell’emergenza in atto e della diffusa difficoltà di acquisto di dispositivi tecnologici, riteniamo che l’iniziativa del ​Bonus Cultura debba finalmente essere estesa a più ambiti, in modo da ridurre l’alta percentuale di mancate richieste da parte degli aventi diritto (es. allargare il bonus cultura all’acquisto di dispositivi informatici).

EDUCAZIONE CIVICA

L’educazione civica ​deve essere perno e raccordo della formazione armonica dello studente. L’educazione civica, così come inquadrata dalla legge n.92 del 2019, è una delle poche materie, sebbene trasversali, che coinvolge gli studenti della scuola dell’infanzia fino al termine del secondo ciclo di studi. Per evitare inutili ripetizioni è opportuno che il ministero, con apposite linee guida, normi i temi affrontati negli anni, salvaguardando l’autonomia scolastica e d’insegnamento, valorizzando le peculiarità territoriali, ad esempio nell’educazione ambientale,nel patrimonio artistico, nella cittadinanza attiva e nella conoscenza della storia e della cultura locale.

All’interno dei 16 anni, di cui 13 obbligatori, di insegnamento dell’educazione civica riteniamo necessario anche l’approfondimento dell’educazione finanziaria, assente nella quasi totalità degli indirizzi, e del diritto, inesistente nei licei.
Riteniamo opportuno, nel quadro dell’educazione civica, aggiungere almeno una mezz’ora di lettura dei quotidiani e un elaborato finale della materia sulle letture fatte durante l’anno scolastico.

Per promuovere attività di educazione civica ​extracurriculari ​nelle più svariate forme di volontariato ​e solidarietà, proponiamo che vengano dati crediti bonus a tutti gli studenti che svolgeranno un numero minimo di ore di volontariato ed esporranno, al termine dell’anno scolastico un elaborato critico sull’esperienza vissuta.

Per promuovere ulteriormente la conoscenza del territorio, della cultura e delle bellezze del nostro Paese proponiamo il bonus #GiteinItalia ​per incentivare, attraverso sgravi fiscali, le uscite didattiche o i viaggi d’istruzione in Italia. Sui viaggi d’istruzione occorre rivedere le responsabilità dei docenti sui minori affidati.

ESAME DI MATURITÀ

Proponiamo un ​superamento dell’attuale esame di maturità​, centrando l’esame orale sulla presentazione di una tesina multidisciplinare e pluriennale. Siamo favorevoli al mantenimento delle prove invalsi utili a predisporre e realizzare strumenti di misurazione degli apprendimenti e delle competenze degli studenti, per promuovere il miglioramento dei livelli di istruzione e per contribuire allo sviluppo e alla crescita del sistema scolastico. Per realizzare ciò occorre valutare maggiormente i risultati dei suddetti in sede ministeriale, altrimenti risultano un costoso ed ostico meccanismo di rilevazione.

Il peso del credito scolastico deve essere aumentato fino a contare il 50% della valutazione finale del voto di maturità.

Inoltre, crediamo fermamente ​in un orientamento scolastico valido ​sia nella scelta del percorso di Scuola Superiore di II grado, che nella decisione del percorso universitario o professionale, affinché vengano evitati, quanto più possibile, abbandoni ​in itinere, p​ erdita di produttività ed efficacia educativa.

A tal proposito, da un lato proponiamo per le scuole di I grado degli “INCONTRI ENTRATA/USCITA”, ossia attività in cui gli studenti delle scuole medie possano confrontarsi con i ragazzi in entrata e uscita dalle scuole superiori. Su questo occorre che il Ministero dirami delle linee guida.

Per l’orientamento professionale e accademico invece dovrebbe essere garantito agli studenti un monte ore massimo per svolgerlo presso atenei o aziende nelle ore scolastiche.

Garantire un migliore orientamento consente di poter contenere, a costo zero, la dispersione scolastica. E’ opportuno assicurare e implementare anche un orientamento orizzontale per favorire ricollocazioni degli studenti in indirizzi più affini alle loro attitudini in tempi utili.

Visto il numero ingente di professori presenti sul territorio nazionale, sarebbe auspicabile un controllo che garantisca la possibilità di programmare negli anni il fabbisogno del reclutamento in base al numero degli studenti.

A tal fine si potrebbero creare degli albi regionali divisi per province, dove il docente avrà
l’obbligo di iscriversi e al quale il preside (intesa come figura di preside-manager) attingerà
per reperire il personale necessario per il proprio istituto.
Il criterio di selezione sarà dato dalla provenienza geografica così come dal merito del
docente che sarà valutato non più solo per anzianità, ma soprattutto per reale capacità di insegnamento. Pertanto, è necessario incentrare la prova ​sulla valutazione delle competenze del candidato​, riguardanti la materia oggetto dell’insegnamento, poiché spesso si verificano casi di insegnanti che non dispongono di sufficiente preparazione.

Nel Bel Paese, purtroppo, agli insegnanti manca l’orientamento metodologico e didattico che è poi lo specifico professionale. È dunque necessario provvedere alla realizzazione di ​corsi di aggiornamento orientati alla finalità didattica e ​corsi post-universitari di formazione didattica e psico-pedagogica​.

Attenzione, affinché il suddetto sistema meritocratico di assunzione dei professori possa vedersi realizzare, è necessario che il ministero conferisca un ​maggior potere decisionale ai presidi​, i quali andrebbero ad acquisire la possibilità di sanzionare docenti inoperosi e la libertà di porre in essere soluzioni che giovino alla qualità del proprio istituto (es. l’allontanamento di un insegnante dimostratosi inadatto a ricoprire il ruolo).

Procedendo all’assunzione del personale scolastico secondo i criteri sopracitati, si consentirebbe una continuità di insegnamento con un maggior numero di docenti specializzati. Il ministero, dunque, dovrebbe garantire ad ogni studente il diritto ad un percorso formativo organico e completo, che consenta continuità al processo educativo.

Questo modello di scuola, designato attraverso le suddette proposte, non prescinde la necessità di una riforma strutturale e coraggiosa dei ​cicli scolastici ​richiesta da tutti gli studenti.

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