La Riforma Berlinguer.

La legge del 10 febbraio 2000, n. 30; abrogata dalla riforma Moratti; prevedeva una modifica strutturale dell’insegnamento in favore dei autonomia dei singoli istituti e articolava in tre cicli il percorso formativo: il ciclo primario, 8 anni (come nel modello francese), comprendente le elementari e le medie, proiettato alla preparazione agli studi successivi. Il ciclo secondario, esteso cinque anni e articolato in cinque differenti aree: umanistica, scientifica, tecnica, artistica e musicale e concluso dall’esame di stato (Legge 10 dicembre 1997, n. 425 “Disposizioni per la riforma degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore”); possibilità di non proseguire il proprio corso di studi purché in possesso di una licenza media, con l’obbligo ad una formazione professionale fino ai 18 anni al termine dei quali bisogna comunque conseguire un diploma.

La riforma Moratti

L’obbligo scolastico viene innalzato fino ai 18 anni, con 12 anni complessivi di studi. Lungo tutto il percorso scolastico, è stato dato maggiore spazio all’insegnamento delle tecnologie informatiche.

I nuovi cicli cominciano con i tre anni di scuola dell’infanzia, che resterà facoltativa. Il primo ciclo mantiene l’attuale distinzione tra elementari e medie, che diventano, rispettivamente, scuola (quinquennale) e scuola secondaria di primo grado (triennale). In seguito le secondarie superiori.

Il secondo ciclo è articolato in sistema dei licei (quinquennale) e sistema dell’istruzione e della formazione professionale (quadriennale). I tipi di liceo attuali restano, ma ne nascono altre tipologie come il liceo economico, il liceo musicale, il liceo tecnologico, il liceo delle scienze umane. L’articolazione è la seguente: due bienni, più un anno di raccordo con l’istruzione universitaria. Per tutta la durata degli studi si può passare dal liceo alla scuola professionale e viceversa.

La valutazione avviene seguendo la scansione tra anni unici e bienni: quando si frequenta un biennio, la valutazione arriva solo al termine dei due anni.

Come adesso, sono previsti due esami di Stato: alla fine delle medie e al termine delle superiori.

I docenti potranno scegliere quanta carriera fare: saranno retribuiti se saranno disposti a frequentare corsi di livello universitario necessari per acquisire crediti. La formazione professionale viene affidata alle Regioni.

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